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IBRA,CHE SCELTA?!


"Vedremo". Il futuro di Ibrahimovic è da guardare, scrivere, comprendere, indovinare. Mai come questa volta lo svedese di origini bosniache appare vicino all'addio. Il Barcellona è il più interessato, il Real Madrid lo tiene buono se fallisse l'operazione Cristiano Ronaldo, il Manchester United lo acchiapperebbe nel caso in cui il portoghese prendesse l'aereo per la Spagna. E i dubbi riguardano pure Mourinho...

Zlatan sembra assaporare gli ultimi mesi da 'italiano'. Lui e Raiola lanciano messaggi enigmatici a radio, tivù, siti internet e carta stampata. Le piste che potrebbero interessare all'ex juventino sono essenzialmente tre. Due portano in Spagna. Il Barcellona di Laporta è intenzionato come sempre a srotolare il gomitoo di euro per un grande colpo. Adebayor, Benzema o Ibra. Con tanti saluti a Eto'o. Il Real Madrid ha in canna il colpo Ronaldo. Lo svedese è una seconda scelta, inutile girarci intorno. Il Manchester United nemmeno lo penserebbe se non rischiasse di perdere il portoghese.

Insomma, vuoi per convenienza, vuoi per scelta, non è che ci sia tutta questa fila in via Durini per accontentare il suo spirito. Diverso il discorso per Mourinho. Il portoghese, se dovesse interrompere i rapporti professionali con Moratti, sarebbe più ricercato. Dalle solite tre, ma con maggior interesse. Guardiola a Barcellona è stabile come un appendino al vento. Juande Ramos a Madrid rischia di essere un turista di passaggio. Ferguson smetterà prima o poi.

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SERIE A GALLERY 29a GIORNATA

INTER-REGGINA 3-0


NAPOLI-MILAN 0-0


FIORENTINA-SIENA 1-0


GENOA-UDINESE 2-0


CHIEVO-PALERMO 1-0


LECCE-ATALANTA 2-2


BOLOGNA-CAGLIARI 0-1

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LA JUVE MARCIA SU ROMA

La Juve non molla. Non sono solo parole. Non bastano gli infortuni a catena, l'Inter che non perde un colpo, i limiti di una squadra comunque molto competitiva. Il 4-1 con cui i bianconeri passano all'Olimpico (guarda la sintesi) con una Roma che definire incerottata è poco, è un chiaro messaggio, insieme ai 19 punti conquistati nelle ultime 7 giornate e ai 5 successi consecutivi. Una vittoria limpida, frutto di una prestazione brillante solo a tratti, ma solida e incisiva. Così chi si aspetta una serie A decisa in anticipo probabilmente resterà deluso.
LAZZARETTO - L'analisi della partita è forzatamente condizionata dall'elenco degli indisponibili della Roma, lungo come una coda di Ferragosto. Spalletti è senza Juan, De Rossi, Pizarro, Perrotta e Totti, l'asse portante. Se poi aggiungete i vari Cicinho, Cassetti, Motta, Aquilani, Taddei e Diamoutene, il termine emergenza non è azzardato. Spalletti dà le chiavi del centrocampo al generoso Brighi, affiancato dal brasiliano Filipe (21 anni) che ha doti e si farà, ma è ancora acerbo. Alle spalle di Vucinic, Menez va a sprazzi e Baptista non va proprio. La strategia della Roma è chiara, ma la partenza aggressiva a centrocampo non serve a creare nulla dalle parti di Buffon, salvo una dormita di Grygera a destra che dà via libera a Riise. Ma Chiellini è un baluardo anche in versione uomo mascherato.
FORMICA O ZANZARA - Neppure la Juve sta benissimo a livello di infermeria. Amauri, Sissoko, Camoranesi e Legrottaglie, solo per citare i più importanti, sono a casa. Ma le seconde linee della Juve si dimostrano superiori a quelle giallorosse. Le polemiche di Trezeguet e la scintillante condizione atletica di Iaquinta offrono a Ranieri l'occasione per escludere il francese. In panchina inizialmente c'è anche Nedved, che fa spazio a Giovinco. La formica atomica dimostra di essere uno dei pochi con Del Piero ad accendere la Juve. Vede cose precluse al 90% dei giocatori di serie A. Quando eliminerà alcuni fronzoli e troverà più continuità farà ancora più male.
SOLITO COPIONE - La partita stenta a decollare, perchè se la Roma crea poco la Juve fa altrettanto. Tiago non convince, Poulsen ha forza in interdizione e intelligenza calcistica, ma non illumina mai. I due terzini non sono in grado di produrre giocate decisive. Così l'unica ispirazione oltre a Giovinco è Del Piero, che trova spazio tra le linee e sale di tono quando il pressing giallorosso cala d'intensità.
IAQUINTA SHOW- I minuti passano e succede poco. Fin quando Giovinco, dopo aver chiuso l'uno-due con Poulsen, trova il mobilissimo Iaquinta, che controlla e libera un destro incrociato che non dà possibilità a Doni. La Roma accusa e la Juve chiude il tempo con un possesso palla che non sempre è nelle sue corde.
DALLE STALLE ALLE STELLE - Spalletti sa bene che l'unico modo per tornare in sella è alzare il ritmo: la Roma propone un inizio di secondo tempo aggressivo e la Juve si fa chiudere in area. E succede l'imponderabile: i bianconeri, la squadra più temibile della serie A sulle palle inattive e che in difesa non soffre molto queste situazioni, lasciano solo Loria che di sinistro batte Buffon. Il calcio offre un'altra storia delle sue: è proprio il più contestato a togliere per un po' le castagne dal fuoco a Spalletti col suo primo gol in giallorosso. Evidente l'errore di Brazzo Salihamidzic che perde l'uomo come un giocatore della sua esperienza non dovrebbe mai fare. Una macchia nella partita del bosniaco, comunque positiva.
INARRESTABILE - Ma la Roma non fa in tempo a gioire che una deviazione di Riise su cross dalla destra di Grygera consente a Iaquinta di bruciare Mexes e di superare di testa Doni. Con la prima doppietta stagionale fanno sei in campionato. Giallorossi anche un po' sfortunati. L'ex centravanti dell'Udinese è in serata di grazia: al 17' gestisce bene un tre contro tre in contropiede e serve a Del Piero la palla del 3-1. Sembra fatta con Doni a terra, ma Riise evita un gol fatto. La Roma resta a galla.
DILAGANTE - Spalletti ci prova con Montella per Loria, ma i giallorossi non hanno armi. Così la Juve può chiudere i conti. Prima con un colpo di testa di Mellberg (complimenti a chi l'ha strappato all'Aston Villa a parametro zero) su corner di Del Piero, poi con una perla di Nedved che trafigge Doni con un sinistro al volo da fuori area da sigla televisiva. Lo svedese aveva segnato l'altro suo gol in campionato proprio all'Olimpico, nell'1-1 contro la Lazio. Mancherebbero più di dieci minuti, che però servono solo per bagnare l'esordio in A con gol sfiorato di D'Alessandro (classe 1991). La Juve non inferisce e continua ad alitare sul collo dell'Inter. Perchè lo scudetto lo possono perdere solo i nerazzurri. Ma in quel caso non esserci sarebbe imperdonabile.

Roma-Juventus 1-4

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LA LAZIO CADE ANCORA

E' arrivata la primavera, a Catania. Non che prima fosse inverno, sportivamente parlando, ma la vittoria 1-0 dei siciliani sulla Lazio sa tanto di missione quasi compiuta . Missione salvezza, ovvio. Bel gioco, prestazione convincente, tre punti in cassaforte: +13 punti sulla terz'ultima, in attesa che si completi il 29° turno. Zenga può ritenersi soddisfatto; Paolucci, autore del gol decisivo, deve ritenersi soddisfatto. Di contro, Lazio deludente e svagata. L'eventuale pareggio raggiunto su rigore sarebbe stata una maschera troppo sottile per coprire le magagne. Ma Pandev, il tiro dagli 11 metri l'ha sbagliato. Giusto così.
TRIDENTE - Era nell'aria, ma sulla carta si vede solo al fischio iniziale: Zenga non vuole coprirsi e sceglie il tridente. Paolucci dentro, quindi, e non Izco. Accanto a lui, Martinez e Mascara. Lazio senza Matuzalem (dentro Manfredini) e che, nella rotazione delle punte, lascia fuori Zarate. Kolarov squalificato, in difesa si rivede Radu.
OVUNQUE MASCARA - Superare la metà campo: nel primo quarto d'ora la missione degli ospiti, non sempre coronata dal successo, è questa. Perché il Catania spinge di brutto: corsa e pressing, ripartenze e copertura efficace degli spazi. Il miglior interprete della sarabanda siciliana si chiama, e come altrimenti, Peppe Mascara. Largo a sinistra, scopre le lacune difensive di Foggia e mette nei guai Lichtsteiner. In più copre. Uno così è pane vero per ciascun allenatore. Il fantasista siciliano sfiora anche due volte il gol su punizione.
BREAK - Il brutto per la Lazio è che quando mette fuori il naso prende gol in contropiede. Da calcio d'angolo, peraltro. Il break catanese è di rara efficacia. Da Tedesco a Mascara, che vede l'inserimento di Pablo Ledesma: sinistro dell'argentino che diventa un assist per Paolucci. A porta vuota il prodotto del vivaio Juve non può esimersi. E' l'1-0, il suo settimo gol in campionato. Rossi capisce che la mareggiata è in arrivo, e per coprirsi inverte gli esterni. Mossa che paga i suoi dividendi, perché Foggia a sinistra fa più paura, non dovendo marcare Mascara. E a fine primo tempo sfiora il gol, addirittura di testa.
MOLLE PANDEV - Illusorio, il finale di primo tempo degli ospiti. Con Bizzarri che vola all'angolino per smanacciare fuori un destro al volo di Lichtsteiner. Segnali di vita abbastanza estemporanei. Come estemporanea, per non dire sorprendente, è l'azione che porta Pandev a tu per tu con Bizzarri. Silvestre, per evitare guai, abbatte il macedone. Rigore e ammonizione. Dal dischetto l'ex di Ancona e Inter, però, si fa ipnotizzare dal portiere argentino. Brutto, il sinistro di Pandev. Di lì a poco sostituito da Zarate.
GRINTA - Di pericoli, in area catanese, non ne arrivano più. Dall'altra parte, in compenso, Paolucci butta via un paio di contropiede, ma la grinta che mettono i vari Tedesco e Biagianti sommerge il centrocampo laziale. Il finale è abbastanza sereno dalle parti di Bizzarri; Zenga urla ai suoi di crederci, e di continuare a lottare. Incitamento retorico, la squadra fa da sé. Rossi butta dentro anche Meghni, per cercare un guizzo. Niente. Il fischio finale profuma tanto di "quasi salvezza" per i siciliani. Zenga vuole 42 punti, per ora il Catania è a 37. Ma potrebbe arrivare presto alla quota prestabilita. La Lazio? Rimandata. Alla Coppa Italia, di fatto l'ultima possibilità per i biancocelesti di arrivare in Europa.




Catania-Lazio 1-0

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PALINSESTO 29a GIORNATA SERIE A SU TVCALCIO

Sabato 21 Marzo h 18
Catania-Lazio (live)
Sabato 21 Marzo h 20.30
Roma-Juventus (live)

Domenica 22 Marzo h 15
Inter-Reggina
Genoa-Udinese
Torino-Sampdoria
Chievo-Palermo
Bologna-Cagliari
Fiorentina-Siena
Lecce-Atalanta
 Tv Calcio Goal! (live) in collegamento tutti i campi per i gol in diretta
Domenica 22 Marzo h 20.30
Napoli-Milan (live)

N.B. Tutte le partite saranno visibili nel portale calcio live.

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DOTTOR MOU


E' ufficiale: Josè Mourinho non corre il rischio di finire la carriera con "zero titoli" accademici. Per lo Special One è giusto in arrivo una laurea honoris causa, in Motricità umana. Lunedì la cerimonia all'università di Lisbona. Ma a testimonianza del periodo non proprio eccezionale per il tecnico di Setubal, ecco che in Portogallo scoppia la polemica: "Troppo presto per una laurea a Mou" sostiene un gruppo di accademici contestatori.

La protesta è seria. La commissione che si è espressa per il riconoscimento della laurea honoris causa non lo ha fatto all'unanimità. Chi ha votato contro ora punta i piedi. "Altri uomini di sport avrebbero meritato prima di Mourinho tale onore. Alla cerimonia di lunedì non ci saremo".

"Statevene pure a casa, tanto in Aula Magna non c'è posto per tutti" è stata la piccata risposta del Rettore della Facoltà, Fernando Ramoa, che ha voluto la laurea per Mou. Come dire che il portoghese, a prescindere dal contesto, sembra fatto apposta per dividere. Troppo 'vivace' per passare inosservato, troppo schietto per non suscitare ammirazione o fastidio. In una parola, semplicemente, speciale.

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